Carrozzeria laser e informatica: un team vincente
>> Visualizza l' articolo in PDF Articolo apparso su Officina Atelier scritto da Nicodemo Angì
Una riparazione di carrozzeria è un lavoro come un altro? Una risposta potrebbe essere: dipende. Non è molto esauriente ma sintetizza l'aleatorietà insita nel processo di riparazione, che può essere rallentato da una vite arrugginita, un intervento su una parte che si scopre essere già stata riparata, un attacco distorto. Se gli imprevisti che possono succedere durante una riparazione sono molti, ci si può comunque tranquillizzare pensando che esistono diversi strumenti per cercare di quantificare in anticipo la quantità di lavoro e di materiale necessaria per compiere l’intervento. La determinazione dell’impegno richiesto è importante per, ad esempio, la puntualità nella riconsegna e l'ottimizzazione delle risorse d'officina, ma diventa ancor più stringente in seguito ad un sinistro, evento che coinvolge periti e assicurazioni. Le stime del danno e della conseguente entità della riparazione dovranno essere, infatti, il più possibile obiettive in modo da poter essere accettate “pacificamente” dalle varie parti. ![]()
Tempario sì, tempario no Allo scopo sono stati predisposti tempari con dati - divisi per modello di auto e per pezzo da riparare - sui tempi richiesti per le operazioni di stacco/riattacco, lattoneria e verniciatura dei particolari coinvolti. Una volta definita la linea da seguire tra riparare e sostituire (qualora si ritenga riparabile il guasto) si decide un grado di danneggiamento, scegliendo fra "lieve", "medio" o "grave", ai quali associare il tempo “minimo”, “medio” e “massimo”. Il perito e il carrozziere concordano un valore di tempo lavoro per operazione di ripristino. L’azione è alquanto macchinosa ma, per fortuna, esistono diversi software le cui banche dati, basate sui tempari, permettono di svolgere questa fase molto più rapidamente. Il sistema dà origine a più di una controversia ma è ancora un riferimento in questo campo; fra i suoi problemi ci sono imprecisioni e spazi di arbitrio, primo fra tutti la questione del “danneggiamento grave”: se la superficie da ripristinare è intorno al 40 % conteggiando anche quella circostante – interessata dalla preparazione e dalla sfumatura – si arriva facilmente a un’area che renderebbe più indicata la sostituzione rispetto alla riparazione. Un calcolo corretto del tempo nel caso di lamierati saldati, quali i parafanghi posteriori e la sottoporta, dovrebbe poi partire dalla lunghezza del perimetro da saldare. La UESSE di Genova ha messo a punto un software che promette di minimizzare queste incertezze pur mantenendo
un’apprezzabile facilità d’uso. Per la definizione del sistema 3D sottoposto a brevetto internazionale, UESSE si è avvalsa della collaborazione di centri di ricerca universitari attivi nel campo del restauro dei monumenti e dell'informatica. Il cuore del sistema è un sofisticato scanner che funziona con un raggio laser e permette di ricavare un modello tridimensionale dell'oggetto che interessa, in questo caso l'auto. I dati grezzi (una “nuvola di punti”) dello scanscanner laser, che lavora con un errore minore di un mm al metro, vengono poi “vestiti” in modo da riprodurre con una buona precisione l'aspetto dell'auto originale, ottenendo così un modello 3D. A questo punto il carrozziere ha bisogno di una fotografia digitale della parte danneggiata che sarà poi “sovrapposta” al modello 3D, che può essere ruotato e ridimensionato a piacere. Il software agevola quest'operazione proponendo dei marker per contrassegnare punti salienti (un angolo, una maniglia…) in modo da arrivare facilmente a una sovrapposizione precisa. Con il mouse del PC si “circonda” poi la parte danneggiata e, a questo punto, il sistema calcolerà in tempo reale la superficie e il perimetro della zona danneggiata e genererà automaticamente una tabella con i tempi necessari al ripristino. Il software riesce a classificare automaticamente l'intervento come "lieve", "medio" o "grave" e la sua banca dati valuterà, sempre in forma automatica e proponendoli sotto forma di lista, i particolari del veicolo che, probabilmente, saranno coinvolti nella riparazione.
>> Visualizza l' articolo in PDF Articolo apparso su Officina Atelier scritto da Nicodemo Angì